Previous Post Next Post


CHIAMA QUANDO ARRIVI
GUGLIELMO CASTELLI
Galleria L’ Église, via Lagrange 13, Torino
inaugurazione giovedì 3 MAGGIO, ore 18.30
4 maggio 2012 - 7 giugno 2012
martedì - venerdì 15.30 - 19.00, mattine e sabato su appuntamento
www.leglise.it
La Galleria Église è lieta di presentare Chiama quando arrivi. La personale di Guglielmo Castelli raggruppa una ventina di opere pensate e realizzate nel 2012 apposta per l’occasione.
I lavori dell’artista sono caratterizzati da sfondi monocromi, spazi perfettamente definiti e atmosfere di perenne sospensione. “L’attesa congelata in cui vivono i suoi protagonisti - scrive il critico Lea Mattarella - si rivela irresistibile, quasi ipnotica. Ti metti lì, aspettando pure tu chissà cosa. E non ti allontani. Perché c’è una bellezza in queste vite aggrappate all’orlo di una giostra, di uno schermo cinematografico, di un gioco in cui si scivola e da cui si può cadere”.

 

La Galleria Église è lieta di presentare Chiama quando arrivi. La personale di Guglielmo Castelli raggruppa 
una ventina di opere pensate e realizzate nel 2012 apposta per l’occasione. 
I lavori dell’artista sono caratterizzati da sfondi monocromi, spazi perfettamente definiti e atmosfere di 
perenne sospensione. “L’attesa congelata in cui vivono i suoi protagonisti – scrive il critico Lea Mattarella – 
si rivela irresistibile, quasi ipnotica. Ti metti lì, aspettando pure tu chissà cosa. E non ti allontani. Perché c’è 
una bellezza in queste vite aggrappate all’orlo di una giostra, di uno schermo cinematografico, di un gioco in 
cui si scivola e da cui si può cadere”.  
I personaggi dipinti da Castelli hanno un equilibrio instabile. Vanno nel mondo a tentoni, come fossero 
ciechi, in balia di forze misteriose e pesi invisibili che ne minano la stabilità obbligandoli a sorreggersi a 
vicenda, a cercare un sostegno, ad assumere posture non naturali. In questi lavori la postura dei corpi, 
intesa come adattamento fisiologico alla forza di gravità, diventa espressione dell’emotivo, dello psicologico, 
del relazionale, e si fa icona della difficoltà di stare al mondo. 
Nei disegni e nelle tele di Castelli tutto ciò è rappresentato con tratto e colori gentili, armonici, senza 
contrasti. Questi ultimi però emergono con forza nelle immagini di un’infanzia senza nulla di rassicurante, 
anzi velata da una violenza che sembra sempre sul punto di esplodere. É la violenza della battaglia per la 
propria salvezza. A combatterla sono personaggi che possono apparire deboli, abbattuti, rassegnati al 
destino di precoci martiri della vita, ma che invece, al contrario, stanno lottando con tutte le loro forze e 
sono ancora in piedi. Trafitti da frecce, sanguinanti, sofferenti, ma capaci di rialzarsi, di sopportare il peso, di 
lottare con unghie che sembrano artigli. 
La mostra è presentata dai testi di Greta Frau, Lea Mattarella, Sara Susanna Mandice e Stefano Riba. 
Guglielmo Castelli è nato a Torino nel 1987 dove vive, lavora e frequenta la Laurea specialistica in Scenografia 
cinematografica all’Accademia di Belle Arti. Nel 2010, presso la galleria DAC di Genova tiene la personale Perchè 
il brillare naturale dei suoi occhi non lo scambiassero per pianto. Nel 2011 espone alla storica galleria romana Il 
Segno in una personale curata dal docente, critico e giornalista Lea Mattarella. Lo stesso anno è finalista al 
Premio Cairo per l’Arte. Tra le collettive a cui ha partecipato ricordiamo. Nel 2012 …E bellezza sia! Modigliani, 
Warhol, Mapplethorpe, la Dolce Vita, Oggi presso la Fondazione 107 di Torino e a N°0. Piazza Vittorio 11, la prima 
di una serie di mostre itineranti curata da Roberta Pagani. Nel 2011 Km 011.Arti a Torino. 1995-2011 curata da 
Luca Beatrice presso il Museo delle Scienze Naturali di Torino. Nel 2010 Codice Sorgente alla Fusion gallery di 
Torino. Nel 2008 Viva il disegno curata da Francesco Poli presso il Comune di Torino e Storie di matite curata da 
Olga Gambari presso lo Spazio Azimut. 
Dal settembre 2011 collabora con disegni e parole con Vogue Italia. 
CHIAMA QUANDO ARRIVI
GUGLIELMO CASTELLI
Galleria L’ Église, via Lagrange 13, Torino
inaugurazione giovedì 3 MAGGIO, ore 18.30
4 maggio 2012 - 7 giugno 2012
martedì - venerdì 15.30 - 19.00, mattine e sabato su appuntamento

La Galleria Église è lieta di presentare Chiama quando arrivi. La personale di Guglielmo Castelli raggruppa una ventina di opere pensate e realizzate nel 2012 apposta per l’occasione.

I lavori dell’artista sono caratterizzati da sfondi monocromi, spazi perfettamente definiti e atmosfere di perenne sospensione. “L’attesa congelata in cui vivono i suoi protagonisti - scrive il critico Lea Mattarella - si rivela irresistibile, quasi ipnotica. Ti metti lì, aspettando pure tu chissà cosa. E non ti allontani. Perché c’è una bellezza in queste vite aggrappate all’orlo di una giostra, di uno schermo cinematografico, di un gioco in cui si scivola e da cui si può cadere”.

 


La Galleria Église è lieta di presentare Chiama quando arrivi. La personale di Guglielmo Castelli raggruppa 

una ventina di opere pensate e realizzate nel 2012 apposta per l’occasione. 

I lavori dell’artista sono caratterizzati da sfondi monocromi, spazi perfettamente definiti e atmosfere di 

perenne sospensione. “L’attesa congelata in cui vivono i suoi protagonisti – scrive il critico Lea Mattarella –

si rivela irresistibile, quasi ipnotica. Ti metti lì, aspettando pure tu chissà cosa. E non ti allontani. Perché c’è 

una bellezza in queste vite aggrappate all’orlo di una giostra, di uno schermo cinematografico, di un gioco in 

cui si scivola e da cui si può cadere”.  

I personaggi dipinti da Castelli hanno un equilibrio instabile. Vanno nel mondo a tentoni, come fossero 

ciechi, in balia di forze misteriose e pesi invisibili che ne minano la stabilità obbligandoli a sorreggersi a 

vicenda, a cercare un sostegno, ad assumere posture non naturali. In questi lavori la postura dei corpi, 

intesa come adattamento fisiologico alla forza di gravità, diventa espressione dell’emotivo, dello psicologico, 

del relazionale, e si fa icona della difficoltà di stare al mondo. 

Nei disegni e nelle tele di Castelli tutto ciò è rappresentato con tratto e colori gentili, armonici, senza 

contrasti. Questi ultimi però emergono con forza nelle immagini di un’infanzia senza nulla di rassicurante, 

anzi velata da una violenza che sembra sempre sul punto di esplodere. É la violenza della battaglia per la 

propria salvezza. A combatterla sono personaggi che possono apparire deboli, abbattuti, rassegnati al 

destino di precoci martiri della vita, ma che invece, al contrario, stanno lottando con tutte le loro forze e 

sono ancora in piedi. Trafitti da frecce, sanguinanti, sofferenti, ma capaci di rialzarsi, di sopportare il peso, di 

lottare con unghie che sembrano artigli. 

La mostra è presentata dai testi di Greta Frau, Lea Mattarella, Sara Susanna Mandice e Stefano Riba. 

Guglielmo Castelli è nato a Torino nel 1987 dove vive, lavora e frequenta la Laurea specialistica in Scenografia 

cinematografica all’Accademia di Belle Arti. Nel 2010, presso la galleria DAC di Genova tiene la personale Perchè 

il brillare naturale dei suoi occhi non lo scambiassero per pianto. Nel 2011 espone alla storica galleria romana Il 

Segno in una personale curata dal docente, critico e giornalista Lea Mattarella. Lo stesso anno è finalista al 

Premio Cairo per l’Arte. Tra le collettive a cui ha partecipato ricordiamo. Nel 2012 …E bellezza sia! Modigliani, 

Warhol, Mapplethorpe, la Dolce Vita, Oggi presso la Fondazione 107 di Torino e a N°0. Piazza Vittorio 11, la prima 

di una serie di mostre itineranti curata da Roberta Pagani. Nel 2011 Km 011.Arti a Torino. 1995-2011 curata da 

Luca Beatrice presso il Museo delle Scienze Naturali di Torino. Nel 2010 Codice Sorgente alla Fusion gallery di 

Torino. Nel 2008 Viva il disegno curata da Francesco Poli presso il Comune di Torino e Storie di matite curata da 

Olga Gambari presso lo Spazio Azimut. 

Dal settembre 2011 collabora con disegni e parole con Vogue Italia.